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Santuario della Madonna della Carità

Poesie con tema l'agricoltura:



Il pero e la zucca di Gian Paolo Marcialis


Salì tanto sublime
una zucca in un giardino
che d'un pero a sè vicino
raggiunse un dì le cime
sulle quali, in circa un mese,
le gran foglie e i rami stese.
Chi sei tu? Come salisti
così in alto, ardito e franco?
E dov'eri quand'io, stanco,
chiusi al sonno gli occhi cisti?-
disse a lei, quando fu desto,
sbadigliando il pero mesto.

Ella disse al pero il nome
e accennò dov'era nata.
Poi, con grande sceneggiata,
allargò le folte chiome
qual pavon che in faccia al sole
la gran coda spiegar suole.
Ed aggiunse:- Or vedi, o pero,
che per diventare grosse
non ci voglion molte mosse
perchè in men di un mese, in vero,
dei tuoi rami, sulla vetta,
son salita molto in fretta.

Disse il pero:- A tant'altezza
io son giunto a malapena,
combattendo con gran lena,
con bufere o con la brezza,
per vent'anni, al freddo e al caldo
resistendo fermo e saldo.
Tu, mentre io le stanche ciglia
ad un breve sonno ho chiuso,
sollevato hai tanto il muso
che mi fa gran maraviglia
e, benchè tutto ciò veda,
è difficil che vi creda!

Da un gran sonno, alto e profondo,
crederei d'essere avvolto
e di fare un sogno stolto
se non fosse per il pondo
dal qual ora, assai scontento,
gravar sopra già mi sento.
Ma così come il tuo stelo
tanto su salito è in breve,
altrettanto sfiorir deve
prima che sovvenga il gelo.
Vive poco e presto muore
ciò che cresce in poche ore.

Ed infatti, dopo un poco
quella zucca deperì:
il suo stelo s'ingiallì,
con un gemito un po' roco,
si seccarono le foglie,
svanì tutto il suo turgore,
e nel mentre che il vigore
sen fuggiva dalle spoglie,
- Vedo - disse- caro pero
che tu m'hai predetto il vero!